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Forclaz-du-Prarion Borne à Saint-Gervais-les-Bains en Haute-Savoie

Patrimoine classé
Mégalithes
Borne
Vestiges Gallo-romain
Haute-Savoie

Forclaz-du-Prarion Borne

    799 Rue Hector Grangerat
    74190 Saint-Gervais-les-Bains
Borne de la Forclaz-du-Prarion
Borne de la Forclaz-du-Prarion
Crédit photo : Eric Giammattei - Sous licence Creative Commons

Timeline

Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
100
200
1800
1900
2000
74 ap. J.-C.
Erezione terminale
1852
Scoperta del terminal
1875
Classificazione monumento storico
1999
Installazione di un facsimile
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Iscrizione romana del Col de la Forclas: classificazione per lista del 1875

Dati chiave

Vespasien - Imperatore romano (69–79 d.C.) Sponsor del pilastro di confine
Cn. Pinarius Cornelius Clemens - Legata di Auguste propreter Testa di erezione terminale

Origine e storia

Il Forclaz-du-Prarion è un antico pilastro di confine romano eretto nel 74 d.C. al passo Forclaz-du-Prarion, tra i territori delle Allobroges (Vienna, provincia di Narbonnaise) e i Ceutrons (Alpi Greche). Si materializza anche un confine provinciale sotto l'Impero Romano. Conservato nel gneiss locale, porta un'iscrizione latina commissionata dall'imperatore Vespasiano ed eseguita dal suo legato Cn. Pinarius Cornelius Clemens, propreter dell'esercito di Germania superiore.

Scoperto nel 1852 nel luogo chiamato Larioz, vicino al passo, il terminal fu spostato poco dopo alla frazione di Plagnes (Commune of Passy). Dal 1999, un facsimile è stato esposto nel giardino della chiesa della Plagnes, mentre l'originale, protetto da un edicolo, è di fronte all'ex Hotel des Panoramas. L'iscrizione latina precisa l'autorità imperiale e la funzione di delimitazione territoriale, sottolineando il suo ruolo amministrativo e simbolico.

Classificato monumento storico nel 1875, questo pilastro illustra l'organizzazione romana delle Alpi e la gestione dei confini interni. Il suo testo epigrafico menziona esplicitamente le città interessate (Viennenses e Ceutronas) e il contesto politico della sua creazione, durante il regno di Vespasiano. Il confine testimonia anche le pratiche romane di marcatura territoriale, combinando utilità pratica e affermazione del potere imperiale.

Oggi, il monumento originale e la sua copia ci permettono di studiare le tecniche e l'epigrafia della pietra romana, così come la storia degli scambi alpini in tempi antichi. Il suo spostamento nel XIX secolo riflette le sfide di preservare il patrimonio archeologico, poi in piena riscoperta in Savoia.

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