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Museo di Storia Naturale di Aix-en-Provence dans les Bouches-du-Rhône

Musée
Musée d'histoire naturelle et de Paléontologie
Bouches-du-Rhône

Museo di Storia Naturale di Aix-en-Provence

    7 Rue des robiniers
    13090 Aix-en-Provence
Muséum dhistoire naturelle dAix-en-Provence
Muséum dhistoire naturelle dAix-en-Provence
Muséum dhistoire naturelle dAix-en-Provence
Muséum dhistoire naturelle dAix-en-Provence
Muséum dhistoire naturelle dAix-en-Provence
Muséum dhistoire naturelle dAix-en-Provence
Muséum dhistoire naturelle dAix-en-Provence
Muséum dhistoire naturelle dAix-en-Provence
Muséum dhistoire naturelle dAix-en-Provence
Muséum dhistoire naturelle dAix-en-Provence
Muséum dhistoire naturelle dAix-en-Provence
Muséum dhistoire naturelle dAix-en-Provence
Muséum dhistoire naturelle dAix-en-Provence
Muséum dhistoire naturelle dAix-en-Provence
Muséum dhistoire naturelle dAix-en-Provence
Crédit photo : Bjs - Sous licence Creative Commons

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1800
1900
2000
1838
Fondazione Museo
4 mai 1839
Apertura ufficiale
1892
Regali di Louise Rostan d'Abancourt
9 avril 1905
Inaugurazione boulevard du Roi-René
1936
Chiusura per requisizione militare
17 avril 1953
Riapertura al Boyer Hotel
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Henri Coquand - Geologo e primo curatore Fondato il museo nel 1838.
Louise Rostan d’Abancourt - Sponsor e collezionista Grandi donazioni nel 1892 (fossili, minerali).
Gaston de Saporta - Paleobotanista Légua delle collezioni di piante fossili.
Raymond Dughi - Conservatore volontario (1950) Rilasciato il Museo della seconda guerra mondiale.
Gilles Cheylan - Conservazione attuale Specialista in paleontologia ed etnologia.

Origine e storia

Il museo di storia naturale di Aix-en-Provence fu fondato nel 1838 grazie all'acquisto della collezione di uccelli di Madeleine Carle, vedova di un farmacista aixese, e alla donazione delle collezioni scientifiche del primo curatore, geologo Henri Coquand. Originariamente ospitato in due sale del municipio, ha ricevuto donazioni da naturalisti locali come Hippolyte de Fonscolombe e il padre di Gaston de Saporta. La sua apertura ufficiale, annunciata nel 1839 dall'Aix Memorial, segna l'inizio di un'istituzione dedicata alle scienze naturali, anche se la sua attività diminuì dopo la partenza di Coquand nel 1843.

Nel 1892, il museo subì una ripresa grazie alle maggiori donazioni di Louise Rostan d'Abancourt (fossili, minerali, oggetti preistorici) e del Dr. Philippe Aude. Questi contributi permisero il suo trasferimento nel 1895 in una stanza del Museo delle Pitture, poi nel 1905 in un edificio dedicato boulevard du Roi-René, inaugurato di fronte a 5.000 visitatori. La prima guerra mondiale portò alla sua chiusura temporanea, seguita da una riapertura nel 1921. Nel 1936, l'esercito requistò i locali, costringendo una mossa affrettata e disorganizzata, durante la quale parte delle collezioni fu persa, in particolare dopo il fuoco della scuola Dombre nel 1944.

Il rinascimento del museo dopo il 1945 fu portato da Raymond Dughi, un volontario curatore, che supervisionò la sua installazione nel 1953 nell'hotel Boyer-d'Eguilles, un monumento storico del XVII secolo. Le scoperte paleontologiche locali, come le uova di dinosauro nella Santa Vittoria (1950), rafforzarono la sua reputazione. Nonostante gli spazi limitati, il museo ha sviluppato riserve esterne nel 2001 e ha iniziato progetti in movimento, in particolare al Parc Saint-Mitre (pianificato per il 2019-2020). Dal 2014, le collezioni, chiuse al pubblico, rimangono accessibili per attività didattiche.

Le collezioni museali coprono sei aree principali: paleontologia (70.000 esemplari, tra cui dinosauri come Rhabdodon e Arcovenator), botanica (300.000 campioni di erbari, tra cui tipi di nomenclatura), zoologia (546 mammiferi, 1,970 uccelli), mineralogia (13.360 campioni), preistoria (utensili litici del Nord Africa), e etnologia (oggetti recenti sequestrati da usi doganali). Anche la raccolta di farfalle, tra cui cast cranici di figure storiche come Napoleone I o Champollion, testimonia il suo eclettismo.

La ricerca scientifica ha svolto un ruolo chiave nella storia recente del museo. Dal 1990, i suoi team hanno condotto scavi paleontologici in Provenza, scoprendo esemplari unici come il Mistralestes arcensis (mammifero cretaceo) o nidi di dinosauro. In botanica, il museo digitalizzò le sue praterie e partecipò agli inventari regionali (programma E-RecolNat). Nonostante le peripeties (chiusure, incendi, mosse), rimane un grande giocatore nella conservazione del patrimonio naturale provenzale, con 473.700 campioni conservati.

Collegamenti esterni

Condizioni di visita

  • Conditions de visite : Ouvert toute l'année
  • Contact organisation : 04 88 71 81 81