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Resto del Castello di Loir à Sars-et-Rosières dans le Nord

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château
Nord

Resto del Castello di Loir

    38 Route nationale
    59230 Sars-et-Rosières

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
XIIIe siècle
Prima menzione del feudo
1401 ou 1404
Costruzione del castello
1771
Variazione della proprietà
1810
Di proprietà di C.J. Duthoit
1885-1889
Restauro neomedievale
1919
Distruggere il fuoco
1969
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Château du Loir (rests) (cad. A 647): iscrizione per decreto del 21 novembre 1969

Dati chiave

Louis Gossuin - Signore di Quesnoy Sponsor del castello nel XV secolo
Nicolas-Joseph du Buisson - Ex vescovo di Douai Proprietario dal 1771
Charles-Joseph Duthoit - Titolare e Ristrutturatore Modifica delle finestre nel 1810
Henri Duthoit - Contatore e restauratore Lavoro neo-medievale (1885-1889)

Origine e storia

Il Castello di Loir, situato a Sars-et-Rosières, è un monumento storico risalente all'inizio del XV secolo. Costruito in mattoni e arenaria, ha un piano in massa con un corpo rettangolare contenente quattro torri circolari. La porta d'ingresso, datata 1401 o 1404, ha un lintel intagliato di stemmi e motivi cinegetici. La decorazione in mattoni smaltato, formando diamante e croce di Sant'Andrea, adorna i livelli seconda e terza. I ditches, ora asciugati, e gli arcieri-canonniers ricordano la sua prima vocazione difensiva.

Il feudo della Rosière, menzionato dal XIII secolo, vide la costruzione dell'attuale castello per Luigi Gossuin, seigneur di Quesnoy. La proprietà rimase nella sua famiglia fino al 1771, quando fu acquistato da Nicolas-Joseph du Buisson, ex vescovo di Douai. Nel XIX secolo furono intraprese importanti trasformazioni: Charles-Joseph Duthoit, genero di du Buisson, sostituì le croci ogivali con finestre classiche, mentre Henri Duthoit, conte e proprietario dal 1885 in poi, effettuarono restauri neo-medievali (lune, portico-pigeon, parapetto del ponte).

Le opere del XIX secolo includono anche la ricostruzione di edifici ausiliari ( stalle, case) e la modifica del fossato. Un incendio nel 1919 distrusse i pavimenti, le cornici e i tetti, lasciando il castello in rovina. Gli elementi protetti dal 1969 testimoniano la sua architettura ibrida, mescolando resti medievali e aggiunte moderne, anche se il sito è ora abbandonato dopo decenni di trascuratezza dopo la sua vendita da Henri Duthoit.

Il cortile inferiore, accessibile da un vialetto di alberi di calce e da un portico-colombier in mattoni, conserva tracce di sviluppi agricoli (stabile stabile, fregi di cemento). Il sistema di fossati, parzialmente riempito, e le camere a volta del seminterrato richiamano l'organizzazione spaziale originale. Le torrette, coperte di tetti di pepe, e la grande sala al primo piano illustrano la dualità residenziale e difensiva del castello, tipica delle fortezze signorili della Francia settentrionale.

Le fonti del XIX secolo (Duthilloeul, La Grange e d'Herbommez) descrivono un dominio poi mantenuto, con un cortile circondato da annessi e una casa ristrutturata del XVIII secolo. I restauri di Henri Duthoit, anche se storicamente critici, segnarono l'aspetto attuale del sito, prima del suo declino nel XX secolo. Oggi, i resti del castello, classificati nel 1969, offrono una testimonianza frammentaria ma preziosa dell'architettura castrale di Hauts-de-France, tra patrimonio medievale e interventi moderni.

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