Fondazione Forges 1623 (≈ 1623)
Creato da Enrico II di Rohan.
1795
Attacco Chouan
Attacco Chouan 1795 (≈ 1795)
Pillage di De Boishardy e dei suoi uomini.
1802
Acquisto da Janzé
Acquisto da Janzé 1802 (≈ 1802)
Louis Henri de Janzé diventa proprietario.
1844
Nuovo forno
Nuovo forno 1844 (≈ 1844)
Ammodernamento del sito industriale.
1877
Sentenza finale
Sentenza finale 1877 (≈ 1877)
Fine della produzione di acciaio.
1992
Aperto al pubblico
Aperto al pubblico 1992 (≈ 1992)
Istituzione dell'associazione ristorante.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Henri II de Rohan - Fondatore di forges
Duca protestante, creò il sito nel 1623.
Geoffroy de Finement - Forges master
Introdusse la divisione proveniente da Liegi.
Louis Henri de Janzé - Proprietario (1802)
Modernizzato e cercato di salvare i forgi.
De Boishardy - Cavo di testa
Pilla la forgia nel 1795.
Jacques du Pontavice - Proprietà attuale
Descending Janze, ripristina il sito.
Origine e storia
Il Forges des Salles, fondato nel 1623 da Henri II de Rohan sui comuni di Perret (Côtes-d'Armor) e Sainte-Brigitte (Morbihan), è un raro esempio di un villaggio d'acciaio bretone dal XVII al XIX secolo. Questo sito industriale, alimentato da risorse locali (estrazione mineraria di ferro, carbone, energia idraulica), è stato un importante centro economico fino a quando il suo altoforno è stato finalmente chiuso nel 1877. La sua organizzazione spaziale riflette una città di lavoro autarchica, con laboratori, abitazioni, scuola e cappella, integrata nella foresta di Quenecan.
L'origine delle Forges des Salles risale al desiderio di Henri II de Rohan di strutturare un'operazione mineraria poi anarchica, reclutando il maestro delle forge protestanti Geoffroy de Finement, originario di Liegi. Quest'ultimo ha introdotto innovazioni come la divisione, adattate alla produzione di chiodi, una specialità di Breton. Il sito aveva una posizione strategica: la vicinanza al minerale, le foreste per il carbone e il fiume per operare il soffietto. Dopo la morte di Finement, i forgi sono stati sviluppati da contratti successivi, rispondendo agli ordini militari (arsenaux de Brest e Lorient) e alle esigenze agricole.
La Rivoluzione francese ha segnato un punto di svolta con la ridistribuzione dipartimentale, dividendo il villaggio tra Morbihan e Côtes-du-Nord, e un episodio violento nel 1795 quando i Chouans, guidati da De Boishardy, hanno saccheggiato i forgi e portato armi e munizioni. Nel XIX secolo, sotto la direzione di Louis Henri de Janzé (proprietario del 1802), il sito raggiunse il suo picco con la costruzione di un "nuovo forge" (1815) e di un nuovo altoforno (1844), nonostante le crescenti sfide: la carenza di legno, la concorrenza dalle forgiature di coke e il trattato franco-britannico del 1860 riducendo i prezzi del ghisa.
Il declino iniziò con l'arresto dell'altoforno nel 1877, vittima di processi obsoleti e bassa competitività. La famiglia di Janze cercò di convertire i lavoratori in silvicoltura o stampaggio, ma il sito fu "fossilizzato", mantenendo la sua condizione fino al XX secolo. Occupato dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale (esplosione di un deposito di munizioni nel 1944), il villaggio ha visto i suoi ultimi abitanti lasciare negli anni '80. Dal 1992, l'Associazione des Amis des Forges des Salles, creata dalla famiglia del Pontavice, restaura il sito e lo apre al pubblico.
L'architettura delle Forges des Salles illustra un'organizzazione sociale e tecnica tipica dell'Ancien Régime: le abitazioni dei lavoratori (come la "Rangée des forgeons"), le sale di carbone, la cappella protestante convertita in un luogo cattolico, e la casa del maestro dei forgi con il suo giardino su terrazze. I laboratori (fondazione, stampaggio, carpenteria) e gli stagni artificiali testimoniano una sofisticata ingegneria idraulica, mentre la mensa e la scuola (aperta nel 1833) rivelano una vita comunitaria strutturata. In parte classificato come monumenti storici (1981 e 1993), i forghi oggi simboleggiano la deindustrializzazione della Bretagna e la conservazione di un patrimonio industriale unico.
Le risorse naturali erano centrali al lavoro delle forge: l'acqua, catturata attraverso stagni e un bavaglio a 4 km, ha operato le ruote con lame; il legno, sfruttato nella foresta di Quenecan, è stato trasformato in carbone per alimentare gli altiforni; il minerale di ferro, estratto in un raggio di 20 km, è stato lavato e fuso in loco. Tuttavia, la sovrasfruttazione e la scarsità di acqua (limitando la produzione a 8-9 mesi all'anno) hanno accelerato il declino. I mestieri legati ai forgi – carbonai, sacker, marketers, soffiatori – hanno formato una società gerarchica, supervisionata dal maestro forge, dal direttore e dai clerks, in un sistema paternalistico che offre alloggi, cure e istruzione in cambio di una forza lavoro stabile.