Costruzione di dolmen Néolithique (≈ 4100 av. J.-C.)
Periodo di costruzione di monumenti megalitici.
1876
Primo ingresso scritto
Primo ingresso scritto 1876 (≈ 1876)
René-François Le Men cita i dolmen.
vers 1880
Ricerche di Paul du Châtellier
Ricerche di Paul du Châtellier vers 1880 (≈ 1880)
Descrizione dettagliata e scoperte archeologiche.
8 avril 1922
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 8 avril 1922 (≈ 1922)
Protezione ufficiale di entrambi i dolmen.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Dolmen de Kervignon e 3 m di larghezza striscia di terra intorno al dolmen (Box D1 914): per ordine del 8 aprile 1922
Dati chiave
René-François Le Men - Storia e archeologia
Menzionò i dolmen nel 1876.
Paul du Châtellier - Archeologo
Ho cercato e descritto i dolmen intorno al 1880.
Origine e storia
I dolmen di Kervadol, situato nel comune di Plobannalec-Lesconil a Finistère (British), datano dal neolitico. Furono menzionati per la prima volta nel 1876 da René-François Le Men, poi perquisiti e descritti in dettaglio da Paul du Châtellier intorno al 1880. Quest'ultimo distingueva due gruppi di megaliti: un primo, ora estinto, composto da una galleria coperta e da camere aperte sotto un tumulo di 30 metri di diametro, e un secondo gruppo ancora visibile, tra cui due dolmen a 9 metri di distanza, circondato da camere laterali e coperto da un tumulo di 24 metri di diametro. Queste strutture, di fronte a sud-nord, furono classificate come monumenti storici nel 1922.
Gli scavi di Paul du Châtellier rivelarono notevoli mobili funerari nei due dolmen. I dolmen orientali ospitavano un tavolo di copertura da 1,90 m da 2,40 m, sotto il quale vennero scoperti un flint cut in una lancia, due vasi (compreso un decorato con capezzoli conici), lavatrici in ardesia incise e resti ossei accompagnati da carboni. La camera laterale ha fornito asce lucidate in flint, shrapnel di dimensioni, e borchie di ceramica grossolana. I dolmen occidentali, parzialmente crollati, contenevano una punta di freccia al quarzo, una lama grigia flint, così come vasi ornamentali e una pietra per schiacciare i cereali.
Nelle vicinanze, una terrazza circolare tubolare (6 m di diametro) sormontata da un piccolo menhir era sede di un pozzo di incenerimento. Conteneva ceneri, carboni, uno stampo in vaso di terracotta, due assi lucidati dioriti, un martello in pietra incompiuto e oggetti litici sconosciuti. Questo terter, ricercato dal Châtellier, testimonia varie pratiche funerarie durante il neolitico, combinando sepolture e cremazioni. I delfini e il loro ambiente illustrano così l'importanza dei siti megalitici nei rituali e nella vita sociale delle comunità preistoriche di Bretone.
I dolmen di Kervadol, di proprietà del comune, sono ora liberamente accessibili. La loro classifica nel 1922 e gli scavi del XIX secolo lo resero un luogo chiave per comprendere l'architettura funeraria e le usanze del neolitico armeno. Gli oggetti scoperti, conservati e studiati offrono preziose informazioni sulle tecniche artigianali e le credenze di quel tempo.
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