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Castello di François I dans l'Aisne

Aisne

Castello di François I


    02600 Villers-Cotterêts

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1528–1532
Costruzione della Casa Reale
août 1539
Ordine di Villers-Cotterêts
1558
Leggi dell'Alleanza Auld
1664
Rappresentanza della Tartuffe
1804
Deposito di implorare
1997
Classificazione monumento storico
2020–2023
Restauro importante
1er novembre 2023
Apertura della Cité de langue française
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

MH classificato

Dati chiave

François Ier - Re di Francia (1515-1547) Sponsor del castello, firmatario dell'ordinanza del 1539.
Jacques Lebreton et Guillaume Lebreton - Maestri muratori a Parigi Architetti della Casa Reale (1528–1532).
Henri II - Re di Francia (1547–1559) Firma le leggi dell'Alleanza Auld nel 1558.
Catherine de Médicis - Regina di Francia, vedova di Enrico II Proprietario del castello nella sua dote (1559).
Molière - Gioco d'azzardo Gioca a *Tartuffe* al castello nel 1664.
Emmanuel Macron - Presidente della Repubblica (dal 2017) Iniziatore della Cité de langue française.

Origine e storia

Lo Château de Villers-Cotterêts, noto anche come Château François I, è un edificio rinascimentale costruito nel XVI secolo nella città dello stesso nome, nel dipartimento di Aisne (Hauts-de-France). Comandato da François I tra il 1528 e il 1532, sostituì un castello medievale rovinato dalla guerra dei cent'anni. I massoni di Parigi Jacques e Guillaume Lebreton dirigono le opere, finanziate dalla vendita del legno dalla foresta di Retz. Il sito, apprezzato per la sua vicinanza a Parigi e la sua foresta giboyous, divenne una residenza reale dove François I firmò nel 1539 l'ordinanza di Villers-Cotterêts, un testo fondante per la lingua francese.

Il castello ebbe il suo apogeo durante i regni di Francesco I e di Enrico II, che nel 1558 firmò le leggi dell'Alleanza Auld (trattato francese-scottish). Dopo la morte di Enrico II, entrò nella dote di Caterina de' Medici (1559). Nel XVII secolo ospitava feste reali, come la rappresentazione della Tartuffe Molière nel 1664 per Philippe d'Orléans, fratello di Luigi XIV. Il castello, ridisegnato nel corso dei secoli, conserva importanti elementi rinascimentali: una facciata con due ordini sovrapposti (ionica e corintica), una loggia a led, e decorazioni intagliate (salamandri, fleurs de lys, putti).

Dalla Rivoluzione francese, il castello perse la sua funzione reale. Trasformato in una caserma, poi un deposito di mendicante sotto Napoleone (1804), divenne un ospizio nel 1889, un ruolo che mantenne fino al 2014. A sinistra, è stato dichiarato monumento storico nel 1997 e una proprietà nazionale nel 2022. Tra il 2020 e il 2023, un importante progetto di restauro (210 milioni di euro) rivela resti medievali, come una pavimentazione vetrata e pareti del XV secolo, così come oggetti archeologici ( cucchiaio di bronzo, matrice di foche).

Dal 1o novembre 2023, il castello ospita la Cité internationale de langue française, un progetto guidato da Emmanuel Macron e dal Centre des Monuments nationales. Questa scelta fa parte dell'eredità dell'Ordine del 1539, che ha imposto il francese come lingua amministrativa. Il sito, completamente restaurato, mette in risalto la sua scala del Re (caving vault ornata da salamanders), la sua cappella rinascimentale (firie in alto rilievo, pala d'altare barocco), e la sua storica palma gioco. L'inaugurazione, originariamente prevista per il 19 ottobre 2023, fu rinviata a causa dell'assassinio del professor Dominique Bernard.

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