Crédit photo : Maison du Transbordeur - Sous licence Creative Commons
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Timeline
XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1898-1900
Costruzione e inaugurazione
Costruzione e inaugurazione 1898-1900 (≈ 1899)
Diretto da Arnodin, inaugurato il 29 luglio 1900.
1927
Elettrificazione di Winch
Elettrificazione di Winch 1927 (≈ 1927)
Sostituisce il motore a vapore originale.
1933-1934
Rinforzo del ponte
Rinforzo del ponte 1933-1934 (≈ 1934)
Travi sostituiti, carico aumentato a 16 tonnellate.
30 avril 1976
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 30 avril 1976 (≈ 1976)
Evita la demolizione prevista nel 1975.
1980-1994
Prima riabilitazione
Prima riabilitazione 1980-1994 (≈ 1987)
Finanziato dalla CEE, uso turistico.
2016-2020
Restauro del ponte
Restauro del ponte 2016-2020 (≈ 2018)
Torna al design originale per 120 anni.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Il ponte traghetti: classificazione per ordine del 30 aprile 1976; Il ponte traghetto di Martrou, in pieno, con l'edificio che alloggia le macchine, situato all'uscita di Avenue Jacques-Demy a Rochefort (cad. BM 1 e 3 e non-cadastre pubblico dominio) e sis rue du Transbordereur a Echillais (cad. AL 56 e non-cadastre pubblico dominio): classificazione per ordine del 30 settembre 2019
Dati chiave
Ferdinand Arnodin - Ingegnere e costruttore
Produttore e direttore del ponte traghetti.
Jacques Demy - Filmmaker
Usato il ponte in *Les Demoiselles de Rochefort* (1966).
Lucien Deneau - Azione
Passato sotto il grembiule (1° agosto 1922).
Origine e storia
Il ponte di Martrou, situato tra Rochefort ed Échillais a Charente-Maritime, è opera dell'ingegnere Ferdinand Arnodin. Inaugurato il 29 luglio 1900 dopo 27 mesi di lavoro, ha risposto alla necessità di attraversare la Charente senza interrompere il traffico marittimo ai porti di Rochefort e Tonnay-Charente. Questo progetto, selezionato tra diverse proposte (ponte rotante, tunnel, traghetto), è stato effettuato dalla società Arnodin, che ha anche stabilito la sua operazione iniziale.
Progettato per trasportare fino a 200 pedoni o 9 auto a cavallo per attraversare in 75 secondi, il ponte poggia su 8 pile di muratura che supportano 4 torri metalliche alte 66,25 metri. Una nacelle sospesa, alimentata da un verricello (inizialmente a vapore, poi elettrica già dal 1927), permise l'attraversamento. Il suo grembiule di 175,50 metri, che culmina a 50 metri, lo ha reso un'impresa tecnica per il tempo.
Minacciato alla demolizione dopo la seconda guerra mondiale a causa dell'aumento del traffico stradale e della costruzione di un ponte che sorge a valle (1967), fu salvato dalla sua classificazione come monumento storico il 30 aprile 1976. Riabilitato tra il 1980 e il 1994 con fondi europei, è stato poi dedicato all'uso turistico. Un nuovo restauro (2016-2020) ha restaurato il suo grembiule originale, marcando 120 anni nel 2020.
Il ponte dei traghetti ha segnato anche la cultura popolare, servendo come scenario per il film di Jacques Demy Les Demoiselles de Rochefort (1966), dove la sua nacelle ha ospitato una scena coreografica. Un sopravvissuto unico di questo tipo in Francia, riflette l'innovazione industriale dei primi anni del XX secolo e l'adattamento delle infrastrutture alle mutevoli esigenze.
La sua storia riflette anche le sfide della conservazione del patrimonio industriale. Dopo decenni di declino funzionale, la sua riabilitazione ha permesso di preservare un simbolo locale, illustrando le tensioni tra modernità (trasporto stradale) e patrimonio tecnico. Oggi rimane un emblema di Rochefort e della regione Nouvelle-Aquitaine.
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