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Miglia e resti di habitat dans l'Aude

Miglia e resti di habitat

    Route Sans Nom
    11540 Roquefort-des-Corbières
Proprietà del comune
Bornes milliaires et vestiges dhabitat
Bornes milliaires et vestiges dhabitat
Bornes milliaires et vestiges dhabitat
Crédit photo : ArnoLagrange - Sous licence Creative Commons

Timeline

Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
100 av. J.-C.
0
400
500
1400
1800
1900
2000
27 av. J.-C. à 14 apr. J.-C.
Regola di Augusto
IVe siècle apr. J.-C.
Regno di Costantino e Licinio
Entre Xe et XIVe siècle
Riutilizzo medievale dei terminal
1869
Scoperto da Theodore Marty
Années 1960
La ricerca di Yves Solier
26 février 1974
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Miles and Remnants of Habitat (Box D 1317, 1318): by Order of febbraio 26, 1974

Dati chiave

Auguste - 1° imperatore romano Sponsorizzato due terminali intatti.
Constantin - Imperatore romano (IV secolo) Associati a un terminale di miglio.
Licinius - Co-imperatore di Costantino Menzionato su un pilastro del IV secolo.
Domitius Ahenobarbus - Proconsul de Narbonnaise Impostare la Via Domitia.
Théodore Marty - Archeologo (19esimo secolo) Scoprito il sito nel 1869.
Yves Solier - Archeologo (XX secolo) Condotto gli scavi negli anni '60.

Origine e storia

Le miglia di Roquefort-des-Corbières sono marcatori di Via Domitia, un importante percorso romano che collega l'Italia e la Spagna. Quattro di questi pilastri, originariamente posti lungo l'antica strada, furono spostati e riutilizzati tra il X e il XIV secolo. Due date dal regno di Augusto (27 a.C.-14 d.C.) e portano iscrizioni che indicano distanze da Roma, via Fréjus o Vaison-la-Romane. Gli altri due, frammentari, menzionano distanze da Narbona, tra cui una data dagli imperatori Costantino e Licinio (quarto secolo). Questi terminal, ora situati sul sito della Clotte, sono stati classificati come monumenti storici dal 1974.

Il sito fu scoperto nel 1869 da Theodore Marty, che per la prima volta vide i resti di un relè scenico (mutatio o mansio) di via Domitia. Questa ipotesi fu invertita negli anni '60 da Yves Solier, i cui scavi aerei e prospezioni rivelarono che il percorso romano, costruito da Domitius Ahenobarbus, proconsole di Narbonnaise, effettivamente bypassato l'area dalla pianura costiera. I terminali, distanziati 1481,5 metri (1.000 gradini romani), serviti come chilometro per i viaggiatori, segnando la rigorosa organizzazione della rete stradale romana.

Le iscrizioni dei pilastri agostini, parzialmente cancellate, celebrano i suoi titoli imperiali, come Pater Patriae (Padre della Patria) o Pontifex Maximus (Grande Pontefice). Il punto di riferimento CIL 17-02, 00292 reca una dedica al suo dodicesimo anno di regno e al suo quattordicesimo console. Questi manufatti illustrano l'importanza strategica della Via Domitia, un importante asse di comunicazione e di commercio a Narbonnaise Gaul, così come la volontà romana di affermare il suo potere con marcatori monumentali duraturi.

Oggi, i terminal si trovano vicino al villaggio di Roquefort-des-Corbières, alle coordinate 42°58'32.7"N 2°55'24.2"E. Di proprietà del comune, testimoniano sia l'ingegneria romana che i riusi medievali, riflettendo una storia locale segnata dalla sovrapposizione delle epoche. La loro classificazione nel 1974 evidenzia il loro valore di patrimonio, sia archeologico che storico, per la comprensione delle antiche infrastrutture in Occitanie.

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