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Castello di Gaillon dans l'Eure

Eure

Castello di Gaillon

    2 Allée de l'Ermitage
    27600 au Val d'Hazey
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
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Château de Gaillon
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Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
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Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
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Château de Gaillon
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Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Château de Gaillon
Crédit photo : Nitot - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1192
Traversata controllata dalla Francia
1197
Donazione a Lambert Cadoc
1262
Acquisizione dell'Arcivescovo
1424
Distruzione parziale
1502-1509
Trasformazione rinascimentale
1812
Conversione alla prigione
1975
Inizio dei restauri
2011
Riapertura al pubblico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Vedi il comune di : Gaillon

Dati chiave

Philippe Auguste - Re di Francia Cede Gaillon nel 1197 a Lambert Cadoc.
Lambert Cadoc - Signore e mercenario Proprietario dal 1197 al 1220.
Eudes Rigaud - Arcivescovo di Rouen Acquisire il castello nel 1262.
Georges d'Amboise - Cardinale e Primo Ministro Trasforma il castello in un palazzo rinascimentale.
Andrea Solari - Pittore italiano Contribuita alla decorazione nel 1507.
Pacello da Mercogliano - Giardiniere e architetto Creato i giardini nel 1506.
Michel Colombe - Sculptore Autore della pala della cappella.
Jules Hardouin-Mansart - Architetto Disegna il Padiglione Colbert nel 17.
André Le Nôtre - Il giardiniere del re Viene ai giardini.

Origine e storia

Lo Château de Gaillon, situato nell'Eure in Normandia, è un monumento emblematico della transizione tra il gotico fiammeggiante e il Rinascimento. Originariamente era una fortezza medievale costruita nel XII secolo, controllata successivamente dai re di Francia e Inghilterra. Nel 1197, Philippe Auguste lo donò al mercenario Lambert Cadoc, prima di riprenderlo nel 1220. Nel 1262 l'arcivescovo di Rouen, Eudes Rigaud, divenne il suo proprietario e la sua residenza estiva, segnando l'inizio della sua metamorfosi.

Nel XV secolo, dopo la distruzione della guerra dei cent'anni, l'Arcivescovo William d'Estouteville iniziò la sua ricostruzione. Ma fu Georges d'Amboise, cardinale e primo ministro di Luigi XII, che lo trasformò radicalmente tra il 1502 e il 1509 in un palazzo rinascimentale, ispirato ai modelli italiani. Usa artisti italiani come Andrea Solari e artigiani locali per creare un sontuoso edificio, tra cui una fontana in marmo di Carrara e giardini disegnati da Pacello da Mercogliano. Questo castello diventa così il primo esempio di architettura rinascimentale in Francia.

Dopo la Rivoluzione, il castello fu convertito in una prigione centrale nel 1812, accogliendo i prigionieri fino al 1901. Nel XX secolo, è stato restaurato e riaperto al pubblico nel 2011. Oggi testimonia sia il suo passato episcopale, il suo ruolo carcerario e la sua importanza architettonica come gioiello del Rinascimento francese.

Il sito comprende elementi classificati e elencati come monumenti storici, tra cui i resti dei giardini, la cappella decorata con legno e sculture, e graffiti lasciati dai prigionieri. La fontana italiana, smantellata nel XVIII secolo, fu trasferita allo Château de La Rochefoucauld. Dal 1975, le campagne di restauro sono state finalizzate a ripristinare il castello al suo splendore, preservando le tracce della sua storia turbolenta.

Il Castello di Gaillon fu segnato anche dall'occupazione militare all'inizio del XX secolo, soprattutto durante la prima guerra mondiale, dove fu un centro di formazione per gli ufficiali belgi. Una targa commemorativa ricorda questo passato, mentre giardini ed edifici conservano gli stigmi dei loro usi successivi, dal palazzo episcopale alla prigione, attraverso le caserme.

Collegamenti esterni