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Chiesa di Sant'Antonio di Cargesi à Cargèse en Corse-du-sud

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Architecture byzantine
Corse-du-sud

Chiesa di Sant'Antonio di Cargesi

    Rue de la Grèce
    20130 Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Église Saint-Spyridon de Cargèse
Crédit photo : Jean-Pol GRANDMONT - Sous licence Creative Commons

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1700
1800
1900
2000
1676
Arrivo dei Greci da Vitylo
1775
Installazione in Cargesi
1854-1874
Costruzione della chiesa
1886
Iconostase donazione
1990
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chiesa greca (Cd. F 1081): classificazione per decreto del 30 giugno 1990

Dati chiave

Louis-Charles-René de Marbeuf - Marchese de Cargesis e governatore della Corsica Ordained il trasferimento dei Greci nel 1775.
Charles Vellut - Agente incaricato Regia delle prime opere (1854-1866).
Busiri Vici - Architetto romano Progettato l'iconostasi nel 1886.
Nicolas Ivanoff - Pittore russo Realizzati i primi dipinti interni.
Mgr Siméoni - Prefetto di Propaganda Fide Liconostasi offerta alla chiesa nel 1886.

Origine e storia

La chiesa di San Spyridon di Cargesis, conosciuta come la "Chiesa greca", fu costruita tra il 1868 e il 1874 dalla comunità greca di Cargesis, discendente dei rifugiati Maniot in fuga dall'occupazione ottomana nel 1676. Sostituisce una cappella temporanea fondata nel 1775 in una casa coloniale. La sua architettura, ispirata al neogotico, incorpora una navata unica separata dal santuario da un'iconostasi offerta nel 1886 dal vescovo Simeoni, Prefetto della Congregazione Propaganda Fide, e realizzata a Roma per il monastero di Santa Maria di Grottaferrata.

La costruzione, inizialmente guidata dall'agente voyer Charles Vellut (dal 1854), fu interrotta nel 1866 a causa della mancanza di fondi, poi ripresa nel 1870 sotto la supervisione di Marsili. Iconostasi, dell'architetto romano Busiri Vici, e i dipinti interni (realizzati da Nicolas Ivanoff e restaurati dal 1987 da un team guidato da G. Drobot) evidenziano il patrimonio bizantino dei fondatori. La chiesa è stata elencata come monumento storico nel 1990 per la sua decorazione e architettura.

San Spyridon, vescovo cipriota del III secolo e santo patrono dei marinai, dà il suo nome all'edificio, riflettendo l'identità marittima e ortodossa dei Greci di Cargesi. Quest'ultimo, insediato in Corsica dopo un esilio via Genova, ottenne nel 1676 il diritto di mantenere il loro rito bizantino sotto l'autorità papale, una peculiarità ancora viva oggi. La chiesa coesiste con la chiesa latina dell'Assunzione, che simboleggia la fusione delle comunità greche e della Corsica.

Il sito di Cargesis, scelto nel 1775 dal marchese de Marbeuf (governatore francese) per trasferire i greci dopo la loro espulsione da Paomia, divenne un luogo di memoria. La Torre Omigna, classificata nel 1991, richiama i conflitti del XVIII secolo tra la Corsica e la Grecia. La chiesa di Saint-Spyridon incarna così una duplice storia: quella di una diaspora greca nel Mediterraneo e quella di una progressiva integrazione in terra corsa.

L'arredamento interno, mescolando il neoclassicismo e le influenze slave (pitture russe del XIX secolo), e le 13 nicchie della navata, inscritte in archi rotti, testimoniano un raro sincretismo artistico. L'edificio, con il suo campanile ottagonale e lanterna, domina il Golfo di Sagon, richiamando il ruolo centrale della fede nella sopravvivenza di questa comunità esiliata.

Collegamenti esterni