Origine e storia
Le grotte di Montmaurin, situate nelle gole del Seygouade (Haute-Garonne, Occitanie), formano un eccezionale complesso carsico ricercato dall'inizio del Novecento. Hanno consegnato resti che coprono un periodo dall'interglaciale di Mindel-Riss (circa 400.000 anni) all'era gallo-romana, con una notevole concentrazione di fossili umani e strumenti litici. La mandibola di Montmaurin, scoperta nel 1949 nella grotta di La Niche, fu a lungo considerata il più antico fossile umano in Francia prima della scoperta dell'Uomo di Tautavel. Queste cavità, classificate come Monumento Storico nel 1949, hanno anche rivelato occupazioni successive (Acheulean, Moustarian, Aurignacian, Magdalenian) e fossili di animali mancanti come leoni delle caverne o orsi delle caverne.
La grotta della Gorge Cup, che fu scavata da Louis Méroc dal 1946 al 1961, consegnò resti umani di 200.000 anni e strumenti tipici del Paleolitico medio. La grotta degli Abeilles, d'altra parte, è il primo sito dove è stato identificato il Protoaurignacian, una cultura di transizione verso l'Aurignacian. Gli scavi, condotti in un contesto di costante minaccia legata allo sfruttamento delle cave locali, documentarono la stratigrafia complessa, riflettendo i principali cambiamenti climatici (Riss e glaciazioni di Würm) e gli adattamenti umani. Le vicine grotte di Lespugue, che condividono la stessa formazione geologica, hanno anche consegnato manufatti emblematici come il Venus de Lespugue, rafforzando l'importanza regionale di questo patrimonio.
Le grotte di Montmaurin sono scavate in calcare marino di Danien (66-61.6 milioni di anni), formato dalla spinta tettonica dei Pirenei. Il riempimento sedimentario, conservato su quattro livelli corrispondenti alle fasi di affondamento del Seygouade, offre una rara sequenza stratigrafica in Europa. La grotta dei Putois, a livello inferiore, rivelò sepolture dell'età del bronzo e dei foyers di Magdalenia, mentre la grotta della Terrasse, collassò, condusse strumenti acheulei associati a coproliti di iene. Queste scoperte, combinate con una varietà di fauna selvatica (reindeer, mammoths, cavalli), illustrano paesaggi che vanno dalla steppa fredda agli ambienti temperati, a seconda dei periodi interglaciali.
Gli scavi sistematici, avviati da Louis Méroc e sostenuti da figure come Abbé Breuil o Henri de Lumley, fecero di Montmaurin un sito di riferimento per lo studio dell'insediamento europeo. Tuttavia, le tensioni tra Méroc e Georges Laplace, così come la morte prematura di Méroc nel 1970, lasciarono alcune delle collezioni non richieste. Oggi, queste grotte, minacciate da progetti di carriera, rimangono un importante problema di conservazione. Il Musée de Montmaurin, inaugurato nel 2020, espone una selezione di oggetti provenienti dagli scavi, mentre le collezioni sono divise tra il Musée d'Archéologie nationale (Saint-Germain-en-Laye) e il Musée national de Préhistoire (Les Eyzies).
La geologia del sito, segnata da un brachi-anticlino e gole coperte, ha favorito la conservazione eccezionale di questi resti. Le grotte, situate nei pressi della confluenza Seygouade-Save, beneficiano di un microclima adatto alla biodiversità, con rifugi per specie mediterranee e montane. Questo contesto ambientale, insieme a una ricca stratigrafia, lo rende un "alto luogo dell'umanità", rispetto a siti come Tautavel o Ceprano. Nonostante la loro classifica, le grotte rimangono vulnerabili alle attività estrattive, sottolineando l'urgenza del loro Santuario per le generazioni future.
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